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"Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi diverso è essendo egli comune"
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« Non sapevo che il buio
non è nero
Che il giorno
non è bianco
Che la luce
acceca
E il fermarsi è correre
Ancora
Di più »
(Goliarda Sapienza)
ms.PoTaTo mi ha regalato questo libro.. la prima sensazione è stata quella di possedere un qualcosa di conosciuto, di noto..
ma successivamente, pur restando la sensazione, mi son reso conto di non conoscere assolutamente scrittrice e libro..
s.PoTaTo mi racconta della lotta di Goliarda Sapienza e della censura che ha subito il libro.. passando per la Francia finalmente ha avuto la stampa in Italia..
cercando notizie nuove ma "note" ho scoperto che Goliarda Sapienza amava Gaeta e la sua spiaggia.. prosit
tra le sue pagine si legge...
"Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle caviglie ma devo tirare, non so perché ma lo devo fare. Lasciamo questo mio primo ricordo così com'è: non mi va di fare supposizioni o d'inventare. Voglio dirvi quello che è stato senza alterare niente."
e bello ricordare che Goliarda Sapienza scriveva di mattina con delle penne bic su dei piccoli quaderni che le ricordavano quelli della sua infanzia. Finito di scrivere scendeva le scale e talvolta piangeva. Lacrime di gioia per quel tempo rubato anche alla felicità, come amava definire la scrittura. Eppure quanto di guadagnato alla fine!
Quella gioia che nasce dalla necessità, dalla bellezza di portare a termine qualcosa che spinge a tutti i costi per vivere.